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lunedì 4 luglio 2011

Consigli spassionati per le impavide consumatrici di trucchi: introduzione

Succede sempre così: ad un certo punto della propria vita ci si rende conto di non poter più uscire di casa senza mettere almeno una gocciolina di correttore su quella mostruosa eruzione cutanea che fino alla notte prima neanche c'era, mannaggia.
E dopo i brufoli, le occhiaie. Correttore anche lì, e più ne metti e più sembra che si vedano, ma perché, perché??

Per non parlare di chi ha la pelle grassa: una zona T sufficientemente unta è più luminosa di un vecchio lume al petrolio (il che può essere utile se i fari della vostra macchina sono fuori uso, ma per il resto è abbastanza fastidioso), e voi non volete che a qualcuna delle vostre amiche venga in mente di sostituirvi all'abat-jour della propria camera, no? Quindi vai con la cipria opacizzante.

Infine, ultimo cubetto in cima alla pericolante costruzione di un bambino, le esigenze femminee cambiano con l'età; da che bastava mascherare le mostruosità, giusto per non far fuggire la gente in preda al terrore, a che bisogna essere perfette e più belle di "quella smorfiosa antipatica oca...(etc.)". Ah, l'adolescenza.


Per farla breve, ecco che ci trasformiamo in consumatrici di trucchi e di tutorial, nonché divoratrici dei soldi di paparino e/o mammina, che finanziano gli acquisti delle loro figlie finché non sono capaci di mantenersi da sole, o finché non trovano qualche povero malcapitato che si sostituisca ai loro genitori nel compito di mantenerle.

Ora, è normale che le prime volte, e magari anche le seguenti, in cui ci si avvicina ad uno stand di cosmetici all'OVS o alla Coin o dovunque andiate a raccattare i vostri strumenti di restauro si rimanga un po' sconvolte, per i seguenti motivi:

1) I prezzi terrificanti. Non è possibile uscire di casa con 20 euro in tasca per comprare qualche ombrettino, blushino, smaltino e tornare con una bustina di prodotti di qualche super marca tipo la Dior in una mano e una piena di cambiali nell'altra. No, no, no.

2) Certe etichette incomprensibili con termini nuovi e mai sentiti fino a quel momento, ma a cui vi abituerete presto, come ad esempio "concealer". Mmh. "Concealer", eh?
Perché scrivere "correttore" non fa fashion, naturalmente (oddio divento come i vecchi anti-inglese, nuooooo!)

3) Troppa scelta. Voglio dire, chi può rimanere impassibile al primo acquisto in un reparto trucchi? Ogni marca ha i propri prodotti che per qualche motivo sono i più belli e i più fighi del mondo, e quindi una buona mezz'ora la si passa a fare *sbaaav* e guardare con tanto d'occhi l'enorme varietà di mercanzia esposta; poi c'è l'annosa questione della ricerca della tonalità più adatta al proprio incarnato (che si tratti di cipria, di fondotinta o di qualsiasi altra cosa) e infine il rapporto qualità-prezzo. Suvvia, quante volte siete tornate a casa entusiaste dei vostri acquisti super ragionati e poi vi siete accorte che una volta spalmati sul viso vi facevano somigliare a delle carote/vampiri?



Ecco perché mi sento in dovere, perdincibacco, di condividere con voi le mie esperienze da niubba del makeup, cosa che farò nei prossimi post, con pareri personali riguardo ai miei acquisti e cercando di dare suggerimenti utili anche per quanto riguarda la scelta di prodotti economici, perché sono un po' tanto tirchia.
Per ora vi lascio con un motto da ricordare: "non lasciarti ingannare dai brillantini, quella roba non ti sta bene".



Ps: se anche voi che leggete avete suggerimenti validi da dare alle ragazze, niubbe o meno, che si dedicano all'acquisto di cosmetici, lasciate un commento qui sotto. Pubblicherò tutti quelli che riterrò utili e magari anche spiritosi, citando l'autrice e inserendo un link al suo blog.


Au revoir al prossimo post, babies.